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Crollate due stalle terremotate, 90 animali morti e feriti. Coldiretti: chi ha sbagliato paghi

Le aziende erano da 5 mesi in attesa del modulo promesso dalla Regione.

Seicento mucche e cinquemila pecore sepolte dalla neve mentre è tornato l’incubo delle scosse, vanno individuate le responsabilità di questo disastro

Due stalle di aziende terremotate sono crollate a Gualdo, nel Maceratese, per il peso della neve uccidendo o ferendo una novantina di capi tra mucche e pecore. A darne notizie è la Coldiretti dopo le segnalazioni giunte dall’azienda Lai e dall’azienda Castello di Beccerica mentre è tornato l’incubo delle scosse. Sul posto si sono immediatamente recati il direttore regionale della Coldiretti, Enzo Bottos, e i funzionari degli uffici locali dell’organizzazione. Da Beccerica è venuta giù la stalla lesionata dal terremoto. Sotto le macerie sono rimaste circa settanta mucche, e si sta ora operando per capire quante ne siano morte e quante ferite. Nell’azienda Lai il peso della neve ha fatto crollare la struttura temporanea dove gli animali erano stati sistemati per ripararli dalla bufera di ghiaccio, uccidendo venti tra pecore e agnelli.

Entrambe le aziende erano da cinque mesi in attesa del modulo promesso dalla Regione. Si allunga così il conto degli animali morti, mentre seicento mucche e cinquemila pecore sono ancora sepolte dalla neve, secondo una stima di Coldiretti. “Ora chi ha sbagliato deve pagare poiché non è accettabile che si sia arrivati ad oggi con appena due stalle mobili completate rispetto a quelle necessarie per un terremoto che ha colpito cinque mesi fa – accusano il presidente di Coldiretti Marche, Tommaso Di Sante, e il direttore Enzo Bottos –.

Ma le esperienze del passato testimoniano che ci sarebbe stato tutto il tempo per evitare di lasciare in balìa del freddo e del gelo anche gli allevatori danneggiati dal sisma di ottobre. E anche la famosa ordinanza 5 che permetterebbe alle aziende di ordinare da sole le strutture è oggi inapplicabile a causa della mancanza di indicazioni dalla Regione su costi, materiali e caratteristiche tecniche. Un problema chiaro a tutti tranne che a quegli esponenti dell’ente che qualche giorno fa si rammaricavano di non avervi fatto ricorso prima. Ora ci muoveremo assieme agli allevatori per individuare le responsabilità e agire di conseguenza”.

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