Super concerto jazz giovedì sera con la band caposcuola dell’acid jazz capitanata dall’hammondista inglese

Settimo appuntamento di Jazz ‘in provincia, la rassegna di musica di qualità nei teatri storici del territorio. Organizzata da Fano Jazz Network, in collaborazione con gli assessorati alla cultura dei Comuni e le istituzioni teatrali coinvolte, la rassegna rientra nel più ampio progetto regionale, Parco dei Teatri Jazz, che reca il marchio di Marche Jazz Network, polo associativo che riunisce Ancona Jazz, Fano Jazz Network, TAM – Tutta un’altra musica, e Musicamdo, ovvero le più significative realtà della regione.
Giovedì 17 maggio 2018, ore 21.15 a Pesaro al Teatro Rossini  – realizzato in collaborazione con il Comune di Pesaro  Assessorato alla Bellezza e Amat,-  concerto con in scena il James Taylor Quartet,  la formazione capitanata dal famoso hammondista inglese che vedrà sul palco anche Andrew McKinney al basso, Pat Illingwort alla batteria e Max Cox alla chitarra.
Trent’anni dopo Starsky and Hutch, la band caposcuola dell’acid jazz che nel 1988 è diventata famosa in tutto il mondo rileggendo la celebre sigla televisiva al suono dell’inconfondibile organo Hammond sbarca al Rossini.Naturalmente «The Theme from Starsky and Hutch» sarà uno dei pezzi forti dell’esibizione della band britannica, esplosa a metà degli anni Ottanta mescolando, con il sound caldo, graffiante e percussivo della tastiera cara anche a Procol Harum, Traffic e Pink Floyd, il funk americano anni Settanta e le sonorità acid house che si stavano facendo largo in Inghilterra.
James Taylor durante i primi anni ottanta è il tastierista del gruppo rock inglese The Prisoners e nel 1987, dopo lo scioglimento della band, decide di fondare un suo gruppo; il James Taylor Quartet. La musica proposta è prettamente strumentale ed è ispirata alla musica funk dei film blaxploitation degli anni settanta ma anche al soul R&B dei Booker T. & the M.G.s. La passione per i temi cinematografici si manifesta già nel primo lp della band, Mission Impossible, una raccolta di cover di sigle di film eseguite con l’Hammond, la chitarra elettrica, il basso e la batteria. Con il tempo la reputazione del gruppo cresce grazie anche agli innumerevoli concerti basati su sonorità funky wha-wha che includono ampi spazi per gli assoli e un attivo coinvolgimento del pubblico.
Agli inizi degli anni novanta il gruppo cambia sound, includendo nella formazione anche cantanti come Rose Windross, Alison Limerick e Noel McKoy. Il singolo Love The Life raggiunge un buon livello di vendite , ma  è soprattutto l’album In The Hand Of The Inevitable, sull’onda del movimento Acid jazz, il disco più venduto del gruppo.
Nel nuovo millennio avviene un nuovo cambio di direzione verso un sound più funk e strumentale ed un ritorno alla originaria formazione a quattro, almeno per quanto riguarda i concerti dal vivo.Come ha scritto qualcuno, se si volesse dare una spiegazione del successo dell’acid jazz si dovrebbe partire proprio dal James Taylor Quartet, dal suo eclettismo musicale e dalla modalità di recupero di materiale già preesistente. Così come non sarebbe difficile individuare nelle ragioni della popolarità della band inglese un suono che ha fatto epoca e continua ad avere a distanza di tanti anni un fortissimo appeal.

I possessori della Marche Jazz Card potranno usufruire di sconti sul prezzo dei biglietti dei concerti di Jazz ‘in provincia e di tutti gli altri concerti a pagamento del circuito regionale.
Info: info@fanojazznetwork.org tel. 0721 584321; whatsapp o sms 388 6464241 – Fano Jazz Network web site: www.fanojazznetwork.it

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