Arte

Bruno Radicioni al Castello di Gradara

La Rocca di Gradara e Palazzo Rubini Vesin ospitano la mostra antologica del pittore fanese Bruno Radicioni. Un” artista scomparso nel 1997 ma che ha lasciato un segno profondo nell” arte contemporanea e che il tempo sta sempre piu” valorizzando grazie anche all” opera del figlio Lorenzo. Questa mostra che chiudera” a fine luglio, vede esposte 50 opere, tutti olii alcuni dei quali inediti e che il figlio Lorenzo espone per la prima volta in questa mostra. La Rocca, concessa dal Mibact, ha visto la inaugurazione con la presenza di autorita”  – e” stata allestita in collaborazione col Comune di Gradara – presente il figlio del pittore Radicioni, e del noto giornalista e commentatore sportivo , Italo Cucci. ” In questa esposizione – dice il figlio Lorenzo – ho portato opere che mio padre fece girando il mondo, dalla Grecia a Parigi, e che pochisdimi.hanno visto. Le opere fi mio padre sono a Toronto , a Washington, a Baden Baden in Germania ed anche a Mosca.

Mosca…” Certamente, anche perche” io sono per mlti mesi a Mosca per lavoro, ed ho diffuso tanto questa esposizione in Russia. Credo proprio che arriveranno tantissimi turisti moscoviti a visitarla, anche perche” la Rocca di Gradara, con San Marino, e” notissima a Mosca, come Venezia e Roma. Non e” la prima volta che Lorenzo Radicioni organizza grandi eventi legati alla figura del padre-artista, perche” lo scorso anno una esposizione e” stata ospitata in uno dei simboli della riviera: il Grand Hotel di Rimini. Immagine-icona di questa mostra, un bellissimo disegno che ritrae Paolo.e Francesca che venne eseguito dal pittore nel 1994. ” Questa opera di mio padre – continua Lorenzo – e” stata scelta per il manifesto Radicioni al Castello di Gradara” che apre le stanze dell” antologica ed e” stato.voluto dall” amministrazione comunale” . La mostra ha come official partners Radicioni Sophia wines, l” azienda fondata dal figlio dell” artista che esporta vono soprattutto in Russia e che ha come immagine della etichetta un lavoro del padre Bruno.

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