politica

Ricci guida la mobilitazione contro il blocco al Bando periferie

Ricci chiama a raccolta gli amministratori locali:

“Tutti insieme contro gli alibi del populismo”

PESARO – Matteo Ricci apre la penultima giornata di Festa Pesaro chiamando a raccolta gli amministratori locali del PD, in un’assemblea nazionale resa meno partecipata dal meteo e dai problemi autostradali nel sud delle Marche, ma comunque ricca di spunti e voglia di ripartire, come PD, proprio dall’esperienza dei sindaci.  “A cavallo tra settembre e ottobre – esordisce Ricci – convocheremo un’assemblea nazionale degli amministratori PD, propedeutica al Forum di Milano di fine ottobre. La situazione è molto delicata e dobbiamo fronteggiare un governo di incompetenti che soffia sui problemi per alimentare una propaganda senza fine. Ma soprattutto, questo governo non offre soluzioni concrete”. Ancora, suonando la carica contro la retorica del populismo: “Non vi è alcuna assunzione di responsabilità da parte di questo esecutivo – prosegue Ricci – perché il populismo si nutre di alibi, ma a breve con l’inizio della discussione sulla legge di stabilità i nodi verranno al pettine, e lì non si potrà più rimandare alcuna decisione”. A questo punto Ricci ha sollecitato i colleghi alla mobilitazione, perché questo passaggio storico impone il contributo di tutti. Abbiamo iniziato la giornata con il presidio contro il blocco dei fondi sulle periferie, così come hanno fatto tanti Comuni danneggiati da questa decisione. Martedì 5 settembre una delegazione di sindaci sarà in Commissione Bilancio per provare a ribaltare la situazione, ed ottenere ciò che ci spetta. Nel contratto di governo non si parla per nulla di enti locali, e su questo tema dovremo fare una grande battaglia politica. Dobbiamo ripartire dal territorio e da un vasto coinvolgimento delle realtà associative e sociali più dinamiche delle nostre città. Dove siamo stati in grado di fare questo lavoro come a Brescia e Ancona abbiamo vinto e il PD ha ottenuto grandi risultati, se perdiamo tempo in discussioni sterili come a Siena e Pistoia rimediamo sconfitte cocenti”. Sul congresso: “E’ giusto che si celebri il prima possibile, ma va incanalato nella giusta direzione perché se sarà un congresso sul passato rischiamo una conta che ci indebolirà ulteriormente. Urge una piattaforma culturale e politica nuova, dove i sindaci devono essere protagonisti perché sul territorio esprimiamo la migliore classe dirigente, ma non siamo stati in grado di valorizzarli fino in fondo”.

Terminata la relazione introduttiva di Ricci, spazio ai colleghi amministratori.

Giorgio Gori, sindaco di Bergamo: “Gli amministratori devono smontare la narrazione del PD come partito delle élite. Ad un governo così pericoloso si risponde allargando il nostro perimetro, coinvolgendo le migliori forze sociali e civiche dei territori, soprattutto in vista delle amministrative del prossimo maggio quando si voterà in metà dei comuni italiani”.

Leonardo Grimani, sindaco di San Gemini (Terni) e senatore: “Viviamo una fase complicata. La Lega è ancora in campagna elettorale e Salvini passa più tempo nelle piazze che al Viminale. C’è una chiara intenzione di marginalizzare il PD, e noi questo non possiamo permetterlo”.

Antonio Battista, presidente della provincia di Campobasso: “Va riaperta una discussione seria sulle province, perché vanno garantite le risorse giuste per la manutenzione delle strade e delle scuole, e ad oggi il budget a nostra disposizione rende difficile ogni tipo di intervento. La sconfitta del 4 marzo ci impone una riflessione seria a partire dalla nostra proposta politica”.

Chiude l’assemblea Gianni Dal Moro, responsabile organizzazione PD: “Abbiamo convocato una manifestazione nazionale a Roma sabato 29 settembre, e coinvolgeremo tutti coloro che non si riconoscono nelle politiche del governo gialloverde. Da lì partirà un percorso per ridefinire la nostra identità culturale, articolato in sei tappe che attraverseranno il Paese. Parleremo di capitale umano, diseguaglianze, democrazia e cittadinanza. Un altro appuntamento importante sarà il Forum nazionale e spalancheremo le porte ad associazioni, sindacati e quanti vorranno darci una mano. Solo dopo aver ricostruito un pensiero ed una cultura alternativi ai Cinque Stelle e alla Lega potremo affrontare il congresso. In questo passaggio l’apporto degli amministratori sarà fondamentale, perché sono capaci di guardare oltre il Partito Democratici”.

Pesaro, 1° settembre 2018

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