Attualità

Montecopiolo e Sassofeltrio in Romagna. “Una logica povera e miope” secondo l’assessore Bravi

In merito all’iter legislativo in corso per il distacco di Montecopiolo e Sassofeltrio dalle Marche e dalla Provincia di Pesaro, verso quella di Rimini e la Romagna l’assessore Loretta Bravi dichiara:

“Sono molti i Comuni in Italia che chiedono di migrare da una Regione all’altra, ma sono convinta che questa logica del “trasloco” sia profondamente povera, miope e soprattutto ancora priva dei privilegi auspicati. Apprendo che i paladini  della nuova “bandiera” del passaggio alla Romagna di Montecopiolo e Sassofeltrio sono i 5 Stelle, che ancora una volta mostrano di accodarsi agli alleati e dopo 12 anni portano a casa la vittoria risicata allora (Sassofeltrio 50,6 % favorevoli su un’affluenza del 58% e Montecopiolo 57,9% favorevoli su un’affluenza del 70%: dati di scrutinio in riferimento al corpo elettorale) ma definita oggi “democraticamente e a larghissima maggioranza”. Ho il massimo rispetto per l’espressione della volontà dei cittadini, ma a distanza di oltre 10 anni dal referendum le condizioni sono mutate e come ha spiegato anche il consigliere Francesco Giacinti, presidente della I Commissione Affari Istituzionali, in una lettera inviata al  Consiglio regionale e alla Camera, l’attendibilità del voto non costituisce più un elemento certo.

Come cittadina del Montefeltro, abitante nel punto più periferico dell’entroterra, assisto con profondo dolore all’ennesima frammentazione in una logica di dispersione che è in atto da tempo e che ha minato significativamente l’identità e l’appartenenza storica e culturale di un popolo, in una terra di conquista alla quale sembra restare solamente l’evidenza di una geografia incantevole e di un’ambiente chiamato in causa solo per la bellezza che nessuno, grazie a Dio, può dire propria o negare.

Come politico chiamato da tre anni a delle responsabilità, prendo atto di un’eredità difficile da gestire sul fronte dei servizi, dalla scuola, alla viabilità, alla sanità. Una difficile eredità che mostra oggi di avere sostanzialmente fallito nel suo intento non essendo stata capace di avere una visione unitaria e di tenere insieme un popolo. E così in questa Giunta cerchiamo, con pazienza, di salvare le scuole per mantenere le famiglie in loco, di avviare progetti audaci sul turismo aprendo un dialogo con i diversi Comuni, di preservare i servizi sanitari di emergenza e prevenzione arrancando contro un passato che è riuscito a mantenere due presidi ospedalieri a distanza di 3 km. E che dire delle infrastrutture stradali bloccate e incompiute? C’è chi tra noi si gioca la faccia sui tavoli romani per portare a casa qualcosa per lo sviluppo delle aziende (la Guinza). Forse siamo “manovali” della politica contro gli strateghi che infossano per non riconoscere che anche questa, è terra di errori e non solo di bellezza. Chiedo ai Sindaci, alle Unioni Montane, ai GAL di progettare coesi e di partire dai fabbisogni reali e dai servizi. Il Montefeltro è un’identità che va oltre una possibile “fusione”, è un concetto che non prevede solo confini amministrativi ma la coscienza di una terra di frontiera che ha permesso la costruzione di una collettività.

Posso da parte mia assicurare la volontà di un impegno, se condiviso, per una politica di rete e di coesione”.

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