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Deposta una nuova corona in memoria dei caduti al monumento alla Resistenza

Plauso del sindaco Matteo Ricci ai quartieri, promotori dell’iniziativa dopo l’atto vandalico dello scorso due giugno: da loro segnale di grande maturità, è la migliore risposta all’intolleranza e ai violenti

PESARO –  Riposizionata la corona in memoria dei caduti al monumento alla Resistenza, dopo l’atto vandalico dello scorso due giugno. «Abbiamo deciso di riconsegnare alla città e a questo luogo un pezzo di dignità che era stato violato nel giorno della Festa della Repubblica (con la distruzione della corona deposta lo scorso 25 aprile, ndr). C’è uno spirito comune di ricostruzione che ci unisce. Siamo esempio di una comunità solidale, che si prende cura delle persone e dei luoghi. Rispettando il passato e costruendo il futuro. Il modo migliore di difendere la memoria che qualcuno ha provato ad attaccare è ribadirne il senso condiviso», ha spiegato Luca Storoni a nome dei presidenti di quartiere, presenti all’iniziativa. Con loro la presidente dell’Anpi Pesaro Matilde Della Fornace, l’assessore Mila Della Dora, il presidente del consiglio comunale Marco Perugini e il consigliere regionale Andrea Biancani, oltre ai rappresentanti delle associazioni combattentistiche e d’arma. «Un grande segnale di maturità dai quartieri, che hanno subito reagito allo sfregio», ha osservato Matteo Ricci. «E’ la risposta migliore agli ignoranti e ai violenti. Anche ieri abbiamo visto altri episodi a Roma, al Circo Massimo. Purtroppo i germi dell’intolleranza e del neofascismo sono ancora presenti in una parte della società. Noi non ci volteremo mai dall’altra parte. Non l’abbiamo fatto quando hanno imbrattato con le svastiche l’insegna della scuola intitolata ad Anna Frank. Non l’abbiamo fatto neanche questa volta: saremo sempre in prima linea a combattere contro l’odio». Plauso del sindaco ai quartieri, «sentinelle sul territorio», che «in questi mesi si sono confrontati con una fase inedita e drammatica per la città, riuscendo ad organizzare al meglio le loro comunità. Più di 600 volontari hanno dimostrato una grande dimensione solidale: è il frutto della cultura che ci portiamo dietro dai valori della Resistenza. Una rete molto diffusa, anche grazie al grande lavoro della protezione civile», ha evidenziato Ricci. «Andatelo a dire ai caduti di ieri che il loro morire fu come le nevi…’, l’incipit della poesia di Gianni D’Elia, letta in apertura dal presidente del nono quartiere Renzo Guerra.

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