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Anche la Piscina “Mondolce” di Uniurb riprende le attività

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La virtuosa esperienza di riapertura estiva dell’impianto natatorio “Mondolce” in dotazione alle Scuola di Scienze Motorie del Dipartimento di Scienze Biomolecolari dell’Università degli Studi di Urbino ha fornito importanti riscontri a docenti e tecnici nella gestione ed ottimizzazione della struttura nel pieno rispetto delle norme igienico sanitarie in periodo Covid 19.

            Sono stati svolti importanti lavori di manutenzione e miglioramento degli impianti di filtrazione dell’aria, dell’acqua e di sanificazione della struttura, degli spogliatoi e piano vasca. Si è potenziata l’offerta didattica con l’assunzione di una nuova unità del personale addetto al salvamento con corsi di nuoto, Fitness in acqua, acquagym, rieducazione funzionale a favore di studenti e pubblico esterno. Tutte attività svolte inoltre da personale tecnico qualificato, istruttori e laureati in Scienze Motorie nel pieno rispetto delle stringenti norme sanitarie di prevenzione Covid, in ottemperanza alle linee guida generali fornite dall’Ateneo e alle indicazioni della Federazione Italiana Nuoto.

“Siamo pronti ad accogliere con entusiasmo le oltre 400 nuove matricole di Scienze Motorie > afferma il professor Ario Federici, direttore della piscina <pur consci delle tante difficoltà del momento, ma confidiamo nel senso di responsabilità del pubblico, nella collaborazione, nel rispetto di sé, degli altri e dell’ambiente grazie ai quali potremo offrire ai nostri studenti esperienze educative uniche che non sono certo possibili online”.

“L’ambiente acquatico e le tante attività didattiche in presenza rappresentano uno stimolo unico di crescita professionale” spiega Federici. “I limiti imposti dalle norme sanitarie e di prevenzione Covid anche nelle attività sportive non devono essere percepite come un ostacolo alla nostra libertà ma uno stimolo alla crescita civile ed etica dei nostri studenti nonché futuri educatori, per la tutela di un bene unico come la salute personale e collettiva attraverso il movimento e l’attività sportiva. Una prova certamente difficile, che richiederà prudenza, ma possibile e sicura come abbiamo già sperimentato”.

 

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