Il Partito Democratico di Urbino per nome del suo segretario, esprime forte preoccupazione e piena solidarietà al quotidiano la Repubblica e in generale a tutti coloro che sono stati oggetto di attacchi di stampo fascista, condotti da forze emergenti dichiaratamente di estrema destra, già presenti nel nostro paese, ma rimaste silenti per diversi anni. Le condizioni al contorno stanno spingendo e solleticando gli istinti verso una nuova legittimazione di ciò che per molto tempo è stato tenuto represso e relegato ai margini.

Una situazione sociale sfilacciata, dovuta oltre che alla crisi, anche ad un sistema economico di forte competitività, in cui le forze più deboli finiscono escluse, senza lavoro e senza speranza per un futuro migliore, pervasi da una sensazione di abbandono si trovano a dover competere poi nel bisogno, con persone provenienti da altri paesi e con necessità primarie ancora maggiormente marcate. Sotto la spinta dell’immigrazione e della globalizzazione, stanno cedendo le conquiste sociali proprie delle lotte del dopoguerra.

La disgregazione sociale è evidente, il sub strato è propizio per la rinascita di idee e azioni appartenute al ‘900 anche se in altra forma, magari passando da condizioni di legittimazione democratica. Occorre in un momento così difficile operare una scelta di campo, i segnali sono inquietanti, tutta la sinistra unita si deve impegnare per fronteggiare e respingere tali tipi di attacchi, ma nello stesso tempo si deve impegnare per costruire opportunità sociali, in primis il lavoro, l’unico mezzo per ridare dignità a quelle persone che oggi vivono situazioni di disagio proprio per la sua mancanza. Occorre senz’altro fare di più, per evitare tutte quelle situazioni di forte sfruttamento sociale, in cui molte volte in nome dell’efficientamento, si vedono ribaltati sui lavoratori gli oneri di in una competizione di mercato al ribasso, dove a soccombere sono sempre i più deboli. Occorre tornare a pianificare una politica industriale più marcata, operare scelte di più alto livello che migliorino i livelli di occupazione soprattutto di quella giovanile, vera risorsa non sfruttata del paese, solo così si potranno estinguere quelle spinte provenienti da un passato nefasto, in cui l’idea nazionalista e la violenza sia fisica che verbale imperava, e che oggi sobilla fortemente le coscienze delle periferie e tende a legittimare una guerra tra poveri.

Si pone quindi un problema di giustizia sociale, che è il vero oggetto del contendere, non si può abbandonare strati di società ad un destino di disuguaglianza in nome del profitto, occorre una politica di riequilibrio delle risorse, non ci si può far strozzare dal capitale e dallo spread. Su questi temi l’Europa deve rispondere se si vuole arginare l’impeto dilagante di una destra strisciante. La diga eretta nel dopoguerra che ha portato alla costituzione dell’Europa unita, potrebbe straripare, se non si procede nel processo evolutivo della stessa fino alla realizzazione degli Stati Uniti di Europa e il superamento delle decisioni unitarie.

Mi auguro quindi che le forze politiche dichiaratamente antifasciste si oppongano a tutto ciò e che lo Stato faccia valere le sue leggi in maniera certa e tempestiva, oltre alla speranza che si avvii un nuovo processo evolutivo.

Santi Lorenzo Segretario PD Urbino

 

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