La metà delle chiusure entro i primi due anni di vita. Dei 6.507 imprenditori individuali nati nel 2014, hanno cessato l’attività in 2.531 pari al 38,9 per cento. Solo in 129 hanno provato a rimettersi in gioco con una nuova attività. L’analisi del Centro Studi Cna Marche.

Fare impresa è facile. Resistere è difficile. Nelle Marche ogni anno nascono oltre 6mila imprese individuali ma sono quasi 7 mila quelle che cessano l’attività.  Solo nel 2017 sono nate 5.967 imprese individuali ma hanno chiuso i battenti in 6.998. Meno di tre imprese individuali su 5 superano i primi cinque anni di vita e la metà delle imprese che chiudono, lo fa a due anni dalla nascita. Ma non solo. Chi rinuncia alla sua attività imprenditoriale si scoraggia e non ci riprova più. Solo  cinque imprenditori su cento, tra  quelli che non hanno superato i primi cinque anni di vita, decidono di riprovarci. Nelle Marche, ad aver riaperto una impresa individuale, dopo una precedente chiusura, sono stati appena 129 in cinque anni, pari al 5,1 per cento.

“Per le piccole imprese individuali” afferma Giovanni Dini, direttore del centro studi Cna Marche “resistere sul mercato è sempre più difficile e, dopo l’entusiasmo iniziale, si arrendono agli ostacoli di una burocrazia elefantiaca, alla difficoltà di accesso al credito, ad un mercato interno sempre più asfittico e alle difficoltà di internazionalizzarsi per accedere al mercato estero”.

Il Centro Studi, sulla base dei dati Infocamere, ha seguito la vita di 6.507 imprenditori individuali che hanno avviato un’attività nel 2014. Dopo cinque anni hanno chiuso i battenti in 2.531, pari al 38,9 per cento. A fare peggio solo le imprese dell’Emilia Romagna (40 per cento), Toscana, (39,9), Piemonte (39,5) e Lombardia (39,2). A resistere di più sono le imprese della Basilicata (30,5 per cento di chiusure in cinque anni), Sardegna (30,7), Trentino Alto Adige (31,3). Ma in queste regioni chi chiude non riapre più. A riprovarci meno di tre imprese su cento. In Italia su 235.985 imprese individuali nate nel 2014, ne sono scomparse 88.184 pari al 37,4 per cento.

Le imprese più precarie sono quelle del turismo, dove il 43 per cento non supera il lustro di vita. A seguire, i settori dei servizi alle imprese (40 per cento), delle assicurazioni e credito ( 39 per cento), delle costruzioni (38,4), del manifatturiero (38,4), del commercio (38,3).  Tra le più resistenti le imprese dei trasporti (24 per cento di chiusure entro cinque anni) e quelle agricole (18 per cento).

Tra le imprese straniere, quasi la metà di quelle cinesi chiude entro cinque anni ma nel 15 per cento dei casi sono pronti a rimettersi in gioco. Invece i pakistani sono quelli che resistono di più (29,5 per cento di chiusure) ed anche quelli più pronti a mettersi nuovamente in gioco (il 18,8 per cento di chi chiude, poi apre una nuova attività).

Per consentire alle imprese neonate di superare indenni le avversità e gli inconvenienti dei primi anni di vita, la Cna ha da tempo predisposto servizi appositamente pensati per formare i nuovi imprenditori e fornire loro consulenze strategiche in tempo reale: “l’informazione e la conoscenza si confermano gli aspetti-chiave per poter gestire al meglio le opportunità imprenditoriali individuate dai giovani e dai neoimprenditori” osserva il presidente Cna Marche Gino Sabatini “e in una fase come la presente dominata da incertezza e variabilità, acquistano un ruolo crescente i riferimenti della formazione e dell’aggiornamento professionale”.

L’addetto stampa: Sergio Giacchi 335218058                     14 gennaio 2019   

 

Imprese individuali nate nel 2014 e peso % cessate tra il 2014 e il 2018. Imprese individuali aperte a seguito di una chiusura e tasso di riapertura (*)

 

Regione Iscritte 2014 % chiusure di iscritte nel 2014 riaperture dopo una precedente chiusura Tasso di riapertura
Abruzzo 5.922 37,2% 114 5,2%
Basilicata 1.785 30,5% 15 2,8%
Calabria 7.849 32,1% 85 3,4%
Campania 23.227 35,4% 270 3,3%
Emilia Romagna 17.409 40,0% 453 6,5%
Friuli Venezia Giulia 3.970 37,8% 94 6,3%
Lazio 22.552 36,9% 360 4,3%
Liguria 6.606 38,5% 114 4,5%
Lombardia 35.379 39,2% 1132 8,2%
Marche 6.507 38,9% 129 5,1%
Molise 1.190 36,0% 16 3,7%
Piemonte 18.849 39,5% 350 4,7%
Puglia 15.893 37,5% 173 2,9%
Sardegna 6.424 30,7% 60 3,0%
Sicilia 19.106 34,7% 199 3,0%
Toscana 17.536 39,9% 440 6,3%
Trentino Alto Adige 3.812 31,3% 29 2,4%
Umbria 3.485 35,2% 57 4,6%
Valle d’Aosta 488 31,4% 15 9,8%
Veneto 17.996 38,8% 494 7,1%
ITALIA 235.985 37,4% 4.599 5,2%

Fonte: elaborazioni InfoCamere su dati Registro delle Imprese

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