Nei giorni scorsi i Carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Pesaro e Urbino, in collaborazione con i militari della Compagnia di Pesaro, hanno denunciato in stato di libertà un uomo di 54 anni, originario della provincia, ritenuto responsabile dei reati di minaccia aggravata e continuata, danneggiamento e porto illegale di arma da sparo.
I fatti risalgono allo scorso 1° gennaio, quando un dirigente della Croce Rossa Italiana provinciale, residente a Pesaro, ha constatato che la propria autovettura presentava un foro nella carrozzeria, sul lato guida, apparentemente riconducibile all’esplosione di un colpo d’arma da fuoco.
I primi accertamenti tecnici eseguiti sul posto dai Carabinieri intervenuti hanno consentito di rinvenire l’ogiva, conficcata nella portiera del veicolo della vittima.
Le successive attività investigative hanno permesso di collegare l’episodio verificatosi a Capodanno a una lettera anonima contenente esplicite minacce, recapitata alla persona offesa nel mese di novembre e rinvenuta nella cassetta postale della sua abitazione.
Ulteriori approfondimenti investigativi hanno accertato che il grave atto intimidatorio sarebbe stato compiuto in concomitanza con lo scoccare della mezzanotte del 31 dicembre. L’autore, giunto sul posto a bordo della propria autovettura, avrebbe presumibilmente confidato nel poter confondere il rumore dello sparo con quello dei petardi esplosi per i festeggiamenti di Capodanno.
Secondo quanto emerso dai primi riscontri, il gesto sarebbe stato motivato da un forte risentimento nei confronti della vittima, maturato nell’ambito di dinamiche lavorative e dei rapporti interpersonali intercorsi tra i due.
Nel corso della perquisizione domiciliare effettuata dai Carabinieri presso l’abitazione dell’indagato sono state rinvenute e sequestrate diverse armi da fuoco e numerose munizioni, tutte regolarmente detenute. Il materiale è stato sottoposto a sequestro al fine di eseguire accertamenti balistici volti a verificare un eventuale utilizzo delle armi nell’atto intimidatorio.
Si precisa che per l’indagato vige la presunzione di innocenza fino a sentenza di condanna definitiva.
Pesaro, 13 gennaio 2026





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