“Esigiamo una Commissione d’inchiesta regionale sulle sacche di plasma buttate – dichiara la Consigliera regionale Micaela Vitri. E’ quanto chiesto oggi durante la conferenza stampa da tutti i gruppi di opposizione regionali. Lo scandalo del plasma gettato come un rifiuto è un insulto ai donatori e ai malati che necessitano di trasfusioni e farmaci salvavita. Siamo alla punta dell’iceberg di una gestione della sanità al collasso, perché gli allarmi erano stati lanciati da molto tempo. Il presidente Acquaroli non può assolutamente dire che non sapeva. O mente o non si accorge nemmeno se gli “bombardano la Regione”. La verità è che gli allarmi – ribadisce Vitri – sono stati sistematicamente ignorati.
Nel 2023 dopo il piano socio sanitario della giunta Acquaroli, l’ex direttrice del Dirmt Giuseppina Siracusa intuisce le criticità e manda alla giunta regionale un piano per evitare il collasso del centro trasfusionale .
Oggi lei stessa ricorda: “Le mie proposte mai prese in considerazione”. Due anni fa poi, in Consiglio regionale, come gruppo PD avevamo già lanciato l’allarme sulla carenza di organico. I tecnici a Torrette all’officina del sangue erano passati da 10 a 7, tre tecnici in meno. Il Presidente Acquaroli non ci aveva ascoltato.
Un anno dopo anche il Presidente regionale Avis in un suo post durissimo del 25 gennaio 2025 evidenzia le gravi difficoltà che stavano vivendo al centro di raccolta nel nostro territorio regionale.
Nei palazzi della Regione nessuno se ne interessa. La situazione degenera quest’anno. Ci sono mail che raccontano nel dettaglio quello che è successo: la prima del 16 febbraio, la seconda del 20 febbraio, in cui lo stesso ex Direttore Montanari parla di spedizioni di plasma annullato e congelatori saturi: scenari che mettevano a rischio la sicurezza del servizio. Per evitare il blackout la proposta dell’ex Direttore era stata quella di limitare le sacche a 200 al giorno e di tagliare le cessioni fuori regione. Anche questo allarme – incalza Vitri – è totalmente ignorato dai vertici regionali. Solo in data 11 marzo c’è finalmente un primo incontro con l’ex Direttore del Dipartimento e i vertici della sanità regionale ma senza nessun intervento. Anzi addirittura il direttore del Dipartimento Salute della Regione Marche Antonio Draisci, in una mail datata 27 febbraio e rivolta ai direttori generali chiede di proseguire la raccolta: ““Prelievi per evitare casi mediatici”.
Il problema quindi non è chi ha buttato le sacche di sangue, ma chi ha ignorato gli appelli, non adottando provvedimenti adeguati: non provvedendo alla carenza di tecnici per processarle o alla temporanea riduzione delle donazioni, contribuendo così all’accumulo e al conseguente deterioramento del plasma.
Alla luce dei fatti, come consiglieri di opposizione, riteniamo urgentissima la Commissione d’inchiesta e mi auguro che la richiesta non venga bloccata dalla maggioranza di Acquaroli.
È indispensabile – conclude Vitri – ristabilire condizioni di efficienza e affidabilità nel servizio sanitario, affinché si possa garantire la trasparenza nella gestione del sistema trasfusionale, l’adozione di misure urgenti per evitare il ripetersi di simili episodi, la tutela e valorizzare il contributo fondamentale dei donatori.”
Micaela Vitri
Consigliera regionale




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