Il viceministro dell’Interno: nel territorio reati in calo del 20 per cento nel quinquennio. Il sindaco: bene i dati e grande collaborazione con la prefettura, ora mantenere alta la guardia in vista dell’autunno

PESARO – «Bene il calo dei reati. Ora grande attenzione e guardia alta. E avanti sulla nuova Questura, perché è uno dei cantieri che può partire presto. Abbiamo già ottenuto sei milioni e 200mila euro. Il progetto è stato aggiornato. E con le nuove regole del decreto semplificazione il cantiere può davvero avere tempi di partenza più rapidi rispetto al passato». Affiancato dal viceministro dell’Interno Matteo Mauri, il sindaco Matteo Ricci sigla a Palazzo Ducale il «patto per la sicurezza urbana» con il prefetto Vittorio Lapolla, il presidente della Regione Luca Ceriscioli e il presidente dell’Unione Pian del Bruscolo Palmiro Ucchielli. Al termine dell’incontro, il viceministro commenta il disegno sulla nuova questura definendolo «una scelta giusta, che garantisce efficienza». E al tavolo porta i dati provinciali del quinquennio, dal 2014 a fine 2019: «La delittuosità cala del 20 per cento. Le rapine scendono del 34 per cento e i furti del 40 per cento. L’intesa di oggi va ancora nella direzione giusta, per asciugare l’acqua dentro cui la criminalità si muove e c’è devianza. Un lavoro che si fa insieme». Il sindaco reputa «molto importante» il trend decrescente dei reati, fotografato da Mauri: «Dimostra il grande lavoro delle forze dell’ordine e la collaborazione con gli enti locali, ulteriormente rafforzata dal patto odierno». Ma avverte:  «Ora dobbiamo guardare avanti e mettere al centro i nodi attuali più rilevanti. Mantenendo la guardia alta: perché a volte la vicinanza con la Romagna, che in estate decuplica la popolazione, ci mette davanti a problemi legati alla criminalità. Che in un momento di crisi economica come questo può trovare la volontà di andare in territori che fino ad oggi hanno avuto la forza di respingerla». Inoltre, prosegue Ricci, «le Marche, proprio perché tra le realtà più sicure, hanno un’alta concentrazione di collaboratori di giustizia. Anche su questo non bisogna esagerare». Il sindaco ricorda l’impegno negli anni del Comune su illuminazione pubblica e videosorveglianza. Poi affronta il capitolo Miralfiore e area intorno alla stazione: «Zona dove la microcriminalità è più sentita, con fenomeni di spaccio e scippi. E’ l’area che va presidiata di più. Il parco è bellissimo e stiamo cercando di farlo vivere, anche con le recenti iniziative legate a teatro e danza. E abbiamo iniziato la trasformazione della zona intorno alla stazione, che andrà avanti nei prossimi mesi. La riqualificazione urbana camminerà di pari passo con la presenza sempre più costante delle forze dell’ordine». Il protocollo, secondo il sindaco, «ci rafforza anche alla vigilia di un autunno che presenta tante incertezze di carattere sociale e occupazionale. Non sappiamo se il virus tornerà: più le istituzioni collaborano e meglio è. Con il prefetto e le forze dell’ordine c’è una sinergia straordinaria».

IL PATTO – La cabina di regia, istituita in prefettura dal documento, guarda a una serie di politiche e azioni congiunte. Tra cui «tutela della legalità, promozione del decoro urbano, prevenzione contro la microcriminalità e lo spaccio di stupefacenti, individuazione delle aree da sottoporre a particolare tutela. Ma anche contrasto dell’abusivismo commerciale, sicurezza delle manifestazioni pubbliche, tutela degli anziani, governo e monitoraggio della movida, inclusione e solidarietà sociale, potenziamento dei collegamenti tra sale operative e realizzazione della nuova Questura.

INTESA – Tra gli impegni specifici del Comune, il «piano di ammodernamento dell’illuminazione pubblica per favorire il miglioramento della sicurezza urbana e stradale». C’è poi «l’implementazione e riqualificazione del sistema di videosorveglianza nei punti strategici dell’area urbana», agevolando il collegamento delle telecamere con le centrali operative della Questura e del comando provinciale dei Carabinieri. Tra i punti anche «la vigilanza dei parchi pubblici», la «sorveglianza sulle attività commerciali» e «l’ adozione di ordinanze antidegrado per la messa in sicurezza degli edifici fatiscenti». Nel patto è rimarcata anche «l’ampia collaborazione» tra polizia locale e forze di polizia. Non da ultimo il capitolo sulla nuova questura. Tutte le parti concordano sull’«importanza e indifferibilità» dell’intervento promosso dall’Agenzia del Demanio per la «valorizzazione e razionalizzazione di parte dell’immobile di Palazzo Ducale». In modo da destinarlo a sede di una parte degli uffici della Questura attualmente dislocati in via Bruno. L’operazione, si legge nel testo, «consentirebbe medio tempore, una volta realizzati gli interventi di ristrutturazione dello stabile di via Bruno a cura del proprietario, di dislocarvi gli uffici della questura ubicati in via Giusti. Ravvicinandoli a quelli nel frattempo trasferiti nel compendio demaniale e razionalizzando così la presenza del presidio di polizia».

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