Urbino, 30 aprile 2026 – «Non nascondo che è tempo di dare un nuovo equilibrio all’Amministrazione. Cosa che ho già comunicato alla maggioranza. Siamo quasi a metà mandato ed è passato più di un anno dalla spiacevole vicenda delle mie dimissioni. Siamo entrati in una fase in cui ritengo di dover ripensare l’attuale assetto della Giunta e l’attribuzione delle deleghe agli assessori.
Qualche mese fa, la componente di “Liberi per Cambiare”, la più rappresentativa della maggioranza secondo il risultato delle elezioni, ha fatto per prima un passo importante rinunciando a un assessorato per permettere l’entrata in Giunta di una figura tecnica: mossa cruciale per il perseguimento degli obiettivi dell’Amministrazione. Adesso è arrivato il momento di rivedere la rappresentanza nell’organo esecutivo delle altre forze di maggioranza, anche alla luce di quanto accaduto nel corso di questa prima fase del mandato. Decisione che si inserisce in un
quadro generale di valutazione e non ha nulla a che vedere con l’operato dei singoli assessori.
Ricordo che i partiti di centrodestra a sostegno di questa maggioranza sono riuniti in un’unica lista “Centrodestra per Gambini”, quindi i due assessori della componente politica sono espressione di tutta la lista del centrodestra. Il “Movimento Urbino Città Ideale”, anch’esso parte storica di questa maggioranza, è rimasto fuori dall’organo esecutivo.
Mi sento di dire che, alla luce degli accadimenti che si sono verificati in questi due anni, dal risultato delle elezioni provinciali all’ultima, dolorosa, vicenda della riforma dei Comuni Montani e altri fatti successivi, è necessario rimodulare gli equilibri tenuti finora, affinché l’Amministrazione possa continuare a lavorare con serenità e portare avanti gli obiettivi fissati a beneficio della città e della comunità urbinate.
Non nascondo, come ho detto già chiaramente, che la riforma dei Comuni Montani con la conseguente esclusione del Comune di Urbino dalla classificazione è stata un’azione molto grave sulla quale la Lega, come partito che l’ha voluta e sostenuta, non ha mai cercato un confronto con me, nonostante io, come Sindaco di Urbino, abbia avuto il mandato di rappresentanza di oltre 70 Sindaci di altri Comuni italiani nella stessa situazione. Sinceramente mi aspettavo maggiore vicinanza e collaborazione. Comunque ognuno è responsabile del proprio agire e io, come
Sindaco di Urbino, non intendo assecondare una riforma che nuoce gravemente alla nostra città e continuerò a battermi, insieme agli altri Sindaci, affinché il Governo ascolti le nostre istanze.
Negli anni dei miei mandati ho sempre avuto il massimo rispetto di tutte le componenti, civiche e politiche, della maggioranza; in alcuni casi ho compiuto anche scelte, non scontate, a beneficio dei partiti che mi hanno sostenuto e con i quali intendo continuare a lavorare. Tuttavia credo di meritare, proprio da parte dei partiti a tutti i livelli, più attenzione e considerazione».
Maurizio Gambini




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