Il capotecnico campione del mondo di MotoGP incontra 300 studenti: «Tutto è nato in questi laboratori».
URBINO – Non capita tutti i giorni di incontrare un campione del mondo nell’aula magna di una scuola. E’ stata una mattinata eccezionale quella che hanno vissuto trecento ragazzi dell’Itis “Mattei” di Urbino, rimasti col fiato sospeso per quasi due ore ad ascoltare una lezione fuori dal comune e dagli schemi. Protagonista Daniele Romagnoli, attuale capotecnico in MotoGP con Aprilia Racing; un “ex ragazzo” della scuola (classe ’66) che, partendo dalle aule di Elettronica, è arrivato alla vittoria del mondiale di MotoGP come responsabile tecnico del team Ducati Pramac per il pilota Jorge Martín.
L’evento, organizzato dal prof. Ottaviano Grassi del dipartimento di Meccanica e introdotto dal dirigente scolastico Prof. Sergio Brandi, ha visto Romagnoli ripercorrere con passione una carriera costruita con dedizione, che ha avuto il suo avvio proprio nelle aule del tecnico urbinate: «Tutto è nato da qui – ha sottolineato – dalla collaborazione con il prof. Marco Vitri che mi ha dato l’opportunità di approcciarmi a questo mondo». Dai primi passi pionieristici nella MBA (Morbidelli Benelli Armi) al debutto come meccanico nel 1993, fino alla svolta della telemetria nel 2002. Una storia ultraventennale partita dalla Yamaha e che lo ha portato a lavorare con leggende come Carlos Checa e Jorge Lorenzo.
Poi dal 2015 il suo approdo in Ducati Pramac, prima alla guida di Daniele Petrucci e poi di Jorge Martìn, con il quale ha costruito nel 2024 il primo successo in MotoGP per un team satellite.
L’emozione del ritorno L’accoglienza degli studenti è stata travolgente, un abbraccio collettivo che ha visibilmente coinvolto il tecnico. «È un’emozione enorme per me essere qui; sono stato uno di voi tanti anni fa. Vi auguro di fare quello che amate, ma auguro anche a qualcuno di voi di riuscire a lavorare nel reparto corse, perché è un’attività che vi tiene vivi. A 59 anni sono in competizione con ingegneri giovani che sono intelligentissimi e devi essere sempre al livello».
Nel corso di tutta la mattinata Romagnoli non si è risparmiato rispondendo alle domande dei ragazzi, snocciolando aneddoti sui piloti e la vita nei paddock, soffermandosi sulle sfide tecniche e umane di un ruolo così importante, illustrando il lavoro nel dietro le quinte, dall’arrivo in pista il giovedì mattina fino al termine della gara, descrivendo le sfide tecniche del presente e del futuro anche in relazione al cambio di regolamento che entrerà in vigore nel 2027.
A dare ulteriore prestigio all’incontro, la presenza in sala di un autentico pilastro del motociclismo: Angelo Angeli, esponente di spicco della storica MBA di Sant’Angelo in Vado, e inventore di soluzioni innovative che hanno segnato 50 anni di gare, a testimonianza del legame indissolubile tra l’istituto e la “Terra dei Motori”.
Un esempio per le nuove generazioni L’incontro si è chiuso con un lungo applauso e il saluto caloroso dei 300 ragazzi, che si sono assiepati intorno a lui, disponibile a spiegare i dati telemetrici di gara sul suo notebook, a mostrare foto e video dal suo account instagram (@radarmotogp), a scattare selfie insieme.
Romagnoli si è anche concesso un momento di confronto tecnico con gli studenti di Elettronica del team P.F.I., rendendosi disponibile a testare il prototipo di macchinina creato all’interno dell’istituto per partecipare alla competizione nazionale E-Horizon F1 RC 1/10. Infine l’ultimo tuffo del passato: prima Romagnoli ha chiesto di poter tornare a visitare i laboratori in cui è cresciuta la sua passione e rivedere la postazione di lavoro del suo carissimo prof. Marco Vitri; poi assieme al dirigente Sergio Brandi e ad Angelo Angeli un ritorno a Sant’Angelo in Vado a visitare il museo MBA dove è esposto il motore 125 due tempi con la prima centralina elettronica realizzata da lui.




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